La
conoscenza della verità in S. Giovanni
Corso AP 2033
Javier López
Ricorrenze. Il termine avlh,qeia (alétheia) è tipico di Giovanni data la
frequenza del suo uso. In Mt 1 volta; Mc 3 volte; Lc 3 volte; Gv 25 volte;
lettere di Gv 20 volte.
1) La
nozione di verità
2) Conoscere
la verità
3) Verità
e santità
1) La
nozione di verità
1.1 Nel
mondo greco
1.2
Nella tradizione giudaica
(apocalittica e scritti sapienziali); in Qumran Dan 10,21; Prov 23,23; Sir
4,28; 1QH 8,26-27 (Inni).
1.3 Verità
in Giovanni
1.3.1 Analisi
di Gv 1,17: “La legge fu data per mezzo di Mosè ma la grazia e
verità
ci è venuta in Gesù Cristo”.
1.3.2
Analisi di Gv 14,6: “Io
sono la Via, la Verità e la Vita”.
2) Conoscenza
della verità
Il termine gnosi “conoscenza” (gnw/sij) non si trova nel testo giovanneo.
Forse evocava troppo le tendenze fuorvianti dello gnosticismo eretico. Ma i due
verbi che esprimono l’atto di conoscere (giw,skein e eivde,nai) vi sono molto frequenti.
2.1
Conoscere “oggettivo” – ginw,skein
2.1.1
Commento su 2 Gv 1
2.1.2
Gv
8,31-32
2.2
Conoscere “soggettivo” 1Gv
2,19-21 - evide,nai
3) Verità e Santità
3.1 “Essere della verità” (Gv
18,37): significa un modo di essere, un atteggiamento, che si è acquisito progressivamente;
è una disposizione interiore di connaturalità e di affinità con la verità, che
fa sì che ce ne ispiriamo in modo abituale nella nostra vita. Un uomo “è dalla
verità” quando si è messo in armonia con la verità di Cristo, quando vive costantemente
sotto il suo influsso. Un uomo tale, dice Gesù a Pilato, “ascolta la mia voce”,
cioè si lascerà muovere dalla voce di Cristo, come le pecorelle alla voce del
Buon Pastore (la voce è personale, il suo tono è unico) (Gv 10,3). Allo stesso
tempo quel’uomo vive nella carità (1Gv 3,17-18) perché ama con i fatti e nella verità (1Gv3,18).
3.2 “La verità vi libererà” Gv 8,32
La schiavitù, da cui il Cristo ci
libererà è quella del peccato (8,34). Bisogna ricordarsi del tema, frequente
nel N.T., della fede che ci purifica (Atti 15,9). All’ultima Cena Gesù dice ai
suoi discepoli: “voi siete mondi per la parola che vi ho annunziato (Gv 15,3).
La parola di Cristo accolta nel cuore purifica i credenti. Perciò Gv può
scrivere ai suoi cristiani: (1Gv2,14c; 1Gv5,4). È la fede, cioè,
l’attaccamento personale alla verità, che rende l’uomo vincitore del mondo e
del peccato. Si può dunque dire che la verità per Gv è veramente il principio
interiore della vita morale del cristiano e della sua santificazione, la forza
che gli fa vincere tutto quello che è contrario a Cristo.
3.3 “Santificali nella verità” Gv
17,17
3.4 “Fare la verità” Gv 3,21; 1Gv
1,6
3.5 “Adorare in Spirito e
verità” Gv 4,23-24
La santificazione nella verità, pur
essendo un processo interno, si esprime esternamente nel culto. Non è un culto
dove va escluso ogni rito esteriore. Gesù stesso e i primi cristiani, e Paolo e
Giovanni, andavano nelle sinagoghe. È un’adorazione però del Padre, sia nella
preghiera privata, sia nelle celebrazioni liturgiche, che trova la sua sorgente
profonda in noi, dove sono presenti la verità di Gesù e lo Spirito che ce ne fa
vivere.
Conclusione
La nozione giovannea di
verità è dunque assai differente dalla nozione intellettualistica dei greci,
per i quali la alétheia era la realtà
delle cose, l’essenza dell’essere, che si svela all’intelligenza, allo spirito.
Nel dualismo ellenistico questa realtà era stata trasportata nella sfera del
divino, e così non poteva più essere raggiunta se non con un’evasione da questo
mondo, con una fuga verso il regno della luce e della verità. Questo era lo
schema fondamentale del pensiero gnostico. Ma il dualismo cosmico e pessimista
che è alla base di tale concezione, non cristiana, rischia fortemente di
tagliare il mondo da Dio. Per Giovanni, al contrario, la verità è nella parola
del Padre rivolta agli uomini, incarnata in Cristo, illuminata attraverso
l’azione dello Spirito in noi. Ciò che viene richiesto all’uomo di fronte alla
verità è di accoglierla e di penetrarla sempre più nella fede, cioè, di
interiorizzare progressivamente la parola di rivelazione e di viverne. Allora
la verità trasformerà la sua vita, e lo libererà per condurlo al Padre.
Bibliografia
Schnackenburg, R., “Il concetto giovanneo di verità”
in Idem., Il Vangelo di Giovanni II, Brescia 1977, 357-375.
De la Potterie, I., La
vérité dans saint Jean I-II, Rome 19992.
___________, “La morale giovannea: una
morale della verità” in L. Padovese, ed.,
Atti del V Simposio di Efeso su S. Giovanni Apostolo, Roma 1995, 5-17.
___________, “L’ascolto e l’interiorizzazione della Parola secondo s.
Giovanni”, in Parola, Spirito e Vita, 1 (1980) 120-140.
___________, “
‘Faire la vérité’: devise de l’orthopraxie ou invitation a la foi? Le Supplément 118 (1976) 284-293.
___________, “La Conoscenza
della verità in Giovanni” in Catechesi con S. Giovanni, Brescia, 1965, 83-98.