Il giusto è da Dio

e chi persiste nel peccato dal demonio (1Gv 3,4-8)

 

3:4           Chiunque commette il peccato

trasgredisce la legge (commette anche l’iniquità [1] ):

il peccato è la violazione della legge (è l’iniquità).

3:5           E voi sapete che egli si manifestò

per togliere i peccati;

e in Lui non c' è peccato.

3:6           Chiunque rimane in lui non pecca;

                               chiunque pecca non l' ha visto,

né l' ha conosciuto.

 

3:7                          Figlioli (tekni,a), nessuno vi inganni.

Chi pratica la giustizia è giusto,

così com'(kaqw,j kathos) egli è giusto.

                                   

3:8                          Colui che persiste nel commettere il peccato

è dal demonio,

perché il demonio da principio pecca

Per questo si manifestò il Figlio di Dio:

per distruggere le opere del diavolo.

 

Conclusione: i nati da Dio non possono peccare;

differenza tra figli di Dio e figli del demonio (3,9-10)

 

3:9           Chiunque è nato da Dio non commette peccato,

perché il seme divino rimane in lui,

e non può (persistere nel) peccare

perché è nato da Dio. 

 

3:10 In questo si distinguono

i figli di Dio dai figli del diavolo (ta. te,kna tou/ qeou/ kai. ta. te,kna tou/ diabo,lou)

          (i nati da Dio dai nati dal diavolo: cf. Gv 8,):

chiunque non pratica la giustizia

non è da dio;

così pure chi non ama suo fratello.



[1]        avnomi,a        no,moj = legge