L’importanza della famiglia per le vocazioni al sacerdozio

P. Paolo Scarafoni, L.C.

 

La vocazione sacerdotale e religiosa è una forma particolare di identificazione con Gesù Cristo, consacrato al Padre per la salvezza degli uomini.

L’identità di Cristo, la sua chiamata, la sua missione, hanno preso forma nella storia e nel mondo in seno alla Santa Famiglia. È bellissimo leggere nelle prime pagine dei Vangeli di Matteo e Luca, la presentazione del dialogo di Dio con la famiglia nella quale il Salvatore doveva essere concepito e nascere e crescere come uomo nella piena coscienza della missione affidata dal Padre. Su questo modello possiamo dire che pur nella infinita libertà e onnipotenza divina che può suscitare i suoi figli e seguaci ovunque, nell’immensa maggioranza dei casi, il Signore chiama alla consacrazione e al sacerdozio i figli di famiglie cristiane e sante.

Il Nuovo Testamento riferisce che i discepoli chiamati dal Signore a seguirlo da vicino, erano nella maggioranza dei casi membri di famiglie pie, e anche i parenti stretti, gli stessi genitori degli apostoli, erano in alcuni casi, seguaci del Signore. I collaboratori degli apostoli e i loro successori sono stati chiamati in buona parte da famiglie cristiane.

Leggiamo negli Atti degli apostoli (cap. 11) che Pietro viene liberato miracolosamente dalla prigione e si rifugia nella casa di Maria, madre di Giovanni Marco. San Paolo dice a Timoteo: "Mi ricordo infatti della tua fede schietta, fede che fu prima nella tua nonna Loide, poi in tua madre Eunice, e ora, ne sono certo, anche in te" (2Tm 1).

Numerosissimi gli esempi di santi sacerdoti e pastori chiamati in seno a famiglie cristiane (Sant’Agostino, San Bonaventura, Don Bosco).

Ci sono anche tanti esempi di vocazioni sante in opposizione al contesto familiare, poiché il legame con Cristo occupa il primo posto rispetto a tutti gli altri legami, familiari o sociali (Catechismo 1618)

Dalle famiglie cristiane e sante normalmente il Signore chiama i suoi sacerdoti e li prepara in modo adeguato alla missione.

La famiglia santa è una scuola di preghiera (Novo Millennio Ineunte 33): si impara a mettere Dio al primo posto fin da bambini in modo spontaneo, non soltanto recitando le preghiere, ma anche "pregando costantemente" (1Ts 5,17), riconoscendo Dio e dialogando con Lui in ogni circostanza. Anche oggi la famiglia ha la capacità di vincere nel suo seno la cultura secolarizzata e permettere ai giovani di decidere sulla propria vita in dialogo con Dio, cercando la sua volontà.

La famiglia è poi una scuola di fede vissuta: non si impara tanto la fede esposta teoricamente, ma soprattutto la fede viva, praticata nelle opere (Gm 2,14). Vi si percepisce concretamente la bontà di Dio Padre, si imparano le virtù cristiane e l’onestà e la correttezza umana, la convivenza nella comprensione e nel perdono. La famiglia, specialmente quella numerosa, è il luogo migliore per imparare la carità e la generosità, indispensabili per le vocazioni consacrate e sante. Nella considerazione della responsabilità dei coniugi, non bisogna dimenticare che "meritano una speciale menzione coloro che, di comune accordo, ben ponderato, accettano con generosità una discendenza più numerosa per educarla degnamente" (Gaudium et Spes 50). La bellezza della vita cristiana matrimoniale e familiare è il punto di partenza per apprezzare la più alta bellezza della consacrazione al Signore (Catechismo 1620; Familiaris Consortio 16; S. Giovanni Crisostomo, De Virginitate 10,1). I genitori cristiani offrono a Dio i figli ricevuti e si dispongono volentieri a donarli se il Signore si degna di chiamarli per se.

La famiglia è infine una scuola di irradiazione missionaria della fede: la famiglia cristiana è attiva nelle opere di apostolato, carità e catechesi della chiesa. È nella famiglia che ci si apre alla missione evangelizzatrice della chiesa, si sperimenta il desiderio di far conoscere a tutti il Cristo che è conosciuto e amato nel seno della famiglia. Le famiglie cristiane diventano in modo cosciente promotrici delle vocazioni consacrate. Ciò che è ricevuto gratuitamente viene donato gratuitamente. Per rispondere alla vocazione è importantissima questa gratuità nel concepire la missione.

Nei progetti pastorali delle diocesi non mancano le occasioni di pregare perché il Signore mandi le vocazioni. Suggerirei di inserire anche la preghiera perché il Signore moltiplichi le famiglie cristiane sante (Congregazione per i Vescovi, Duc in altum, LEV 2001, 258).