La Chiesa al servizio
della vita secondo la "Familiaris Consortio"
Vescovo Gerhard Ludwig Müller
Nell’Esortazione
Apostolica "Familiaris consortio" del 22 novembre 1981 Papa Giovanni
Paolo II ha affrontato in modo eccezionale i compiti della famiglia cristiana. In pratica ha effettuato l’analisi del fondamento
sociale del matrimonio e della famiglia, la cui importanza è sempre attuale. I
mutamenti sociali minano le basi del matrimonio sacramentale. Ideali di libertà
malintesi, aspirazioni individualistiche e la dissoluzione del matrimonio
sacramentale quale ideale antropologico di una idea comune di vita mostrano
gradualmente la propria inutilità.
Se si
guarda ai 25 anni di pontificato Giovanni Paolo II ci si accorge che in molte
occasioni la discendenza, l’educazione, la fedeltà coniugale e la
responsabilità sociale ed ecclesiale sono stati argomento del suo annuncio.
Il
grande tema della "Familiaris consortio" è l’uomo. L’origine, la
personalità, lo sviluppo, la responsabilità sociale dell’uomo e il suo compito
di essere testimone del Vangelo sono tutti aspetti della realtà umana che si
realizzano nella famiglia.
Il
legame coniugale fra un uomo e una donna è immagine dell’atteggiamento
amorevole di Dio verso l’uomo. Per questo il matrimonio è sempre "il
fondamento della più ampia comunità della famiglia, poiché l'istituto stesso
del matrimonio e l'amore coniugale sono ordinati alla procreazione ed
educazione della prole, in cui trovano il loro coronamento " (n.14) . Nella
forza del dono reciproco i coniugi offrono, nella massima donazione possibile
(Cf. ibidem), una nuova vita umana che ha bisogno di sicurezza e
accompagnamento amorevole. Padre, madre e il nuovo individuo compongono
un’unità voluta da Dio. In
qualità di genitori ricevono da Dio il dono di una nuova responsabilità:
condurre la giovane persona alla fede nel Dio creatore. La comunità personale
della famiglia diviene con ciò la cellula primaria e l’elemento più importante
di una fede matura. In questo frangente, per la prima volta la famiglia difende
la vita, perché apre al giovane uomo, al bambino la strada della sua umanità
autentica, che gli deve essere indicata quale scopo nei primi anni di vita. L’antropologia
cristiana ci insegna che l’umanità autentica sta nel riconoscimento della
propria dipendenza da Dio, il Creatore. Si tratta di una dipendenza che ci
conduce a una maggiore libertà, alla libertà dei figli di Dio. La
"Familiaris consortio" sa anche che un avviamento riuscito al
riconoscimento della fede può avvenire soltanto nell’amore fra persone che
compongono una famiglia: "Il principio interiore, la forza permanente e la
meta ultima di tale compito è l'amore: come, senza l'amore, la famiglia non è
una comunità di persone, così senza l'amore, la famiglia non può vivere,
crescere e perfezionarsi come comunità di persone " (18). Contro il
relativismo metafisico vengono fatte valere strutture antropologiche
inalienabili sempre più complesse. Persona, intangibilità della persona,
libertà e responsabilità personale non sono più considerate raggiungibili né
spiegabili da sole. L’educazione viene vista sempre meno come espressione di
amore parentale. Trasmissione della vita, diritto e dovere dei genitori di
educare i propri figli, quindi tutela dei valori fondamentali della vita umana
e avviamento dei figli alla fede e alla Chiesa sono espressione di amore
indiviso per i figli. Il matrimonio tutela la vita, proprio perché vorrebbe
educare, perché vuole condurre alla fede e quindi aprire al bambino la strada
di una umanità autentica. Indicare la via verso l’umanità è compito di una
educazione leale che scaturisce dall’amore forte dei genitori. Per questo, la
"Familiaris consortio" difende l’uomo. Giovanni Paolo II vorrebbe che
tutti gli uomini potessero ricevere questa educazione.
Tuttavia, è importante anche la responsabilità
sociale che va al di là dei confini dell’intimità familiare. Partendo dal
principio che la famiglia è "prima e vitale cellula della società",
(n. 42), possiamo affermare che la sua responsabilità sociale non si può
sottovalutare. "La famiglia possiede vincoli vitali e organici con la
società, perché ne costituisce il fondamento e l'alimento continuo mediante il
suo compito di servizio alla vita: dalla famiglia infatti nascono i cittadini e
nella famiglia essi trovano la prima scuola di quelle virtù sociali, che sono
l'anima della vita e dello sviluppo della società stessa" (ibidem).
L’apertura delle famiglie all’ambiente circostante
fa parte della loro responsabilità di cellula vitale della società. Nella famiglia
i figli vengono sostenuti e guidati per divenire membri validi e responsabili
della società. Se provengono da matrimoni intatti, essi sono segni di un amore
che è dono di sé ed impegno e che si cura del bene del prossimo, persone mature
e responsabili e impegnate nell’edificazione della società. Il diritto
dell’uomo a vivere in pace e armonia, a preoccuparsi di sé e della propria
famiglia, si può soddisfare e portare avanti soltanto nella famiglia quale
simbolo di amore impegnato.
La loro responsabilità sociale, accanto a quella
politica di partecipare alla legislazione, va vista soprattutto simbolicamente.
Nella famiglia dev’essere chiaro cosa sono "giustizia e riconciliazione ,
fraternità e pace" e in che modo si possono promuovere e diffondere "
(Cf. 48). Come "piccola Chiesa" la famiglia è chiamata a "ad
essere segno di unità per il mondo e ad esercitare in tal modo il suo ruolo
profetico testimoniando il Regno e la pace di Cristo, verso cui il mondo intero
è in cammino" (ibidem).
Attraverso il suo compito di annuncio la famiglia è
dunque chiamata a "a prendere parte viva e responsabile alla missione
della Chiesa in modo proprio e originale, ponendo cioè al servizio della Chiesa
e della società se stessa nel suo essere ed agire, in quanto intima comunità di
vita e di amore" (n. 50).
Il sacramento del matrimonio e la famiglia che ne
deriva sono i presupposti fondamentali di una educazione valida. La sicurezza e
la guida verso la fede della Chiesa sono i pilastri dell’uomo. Mostrare
all’uomo la sua essenza originaria, permettergli di percepirsi creatura di Dio,
sono i compiti di chi difende l’uomo.