Discernimento dei candidati al sacerdocio

S.E. Prof. Julian Porteous, Sydney

 

Nel prendere in considerazione la questione del discernimento dell’idoneità dei candidati al sacerdozio, oggi la questione della cultura contemporanea ha un significato maggiore rispetto al passato, soprattutto nelle società occidentali. I giovani provano un’attrazione altamente individualistica e materialistica per la società dei consumi. Oltre ad avere il desiderio di vivere il momento attuale, i giovani vengono influenzati da un forte egocentrismo. La gratificazione di sé si esprime in particolare nella promozione del soddisfacimento sessuale. La libertà personale e l’autodeterminazione dominano la scena culturale.

Tuttavia, di fronte a queste forze tanto forti e costantemente presenti, i giovani anelano a valori spirituali e morali autentici. Infatti, la cultura prevalente diviene un catalizzatore per i giovani che cercano qualcosa che offra loro ideali autentici e duraturi.

Oggi, i giovani uomini attratti dal sacerdozio lo sono nonostante molti fattori vi si oppongano. Sebbene la tradizionale famiglia cattolica sia un’importante fonte di vocazione, spesso sono altri i fattori che spingono un giovane a rispondere alla chiamata al sacerdozio. Può essere una forma di conversione o una riscoperta della verità cattolica nella tarda adolescenza. Spesso, la figura di Papa Giovanni Paolo II è determinante. I giovani arrivano alla vocazione con un senso profondo di missione che si esprime spesso in un intenso amore per la Chiesa e a volte con non poca intolleranza verso opinioni contrarie alle proprie!

Queste sono tendenze incoraggianti, ma la necessità di discernimento resta importante. La Chiesa, nelle persone del Direttore di Vocazione e del Rettore del Seminario, deve identificare con accuratezza alcune qualità importanti per una vocazione salda e valida. Due elementi sono di vitale importanza

In primo luogo, deve esistere una forte fede personale. Un sacerdote deve divenire un "Alter Christus". Al centro di ogni vocazione devono esserci fede e amore per Gesù Cristo. Un sacerdote considera Gesù Cristo "Signore e il Maestro, chiave di volta, centro e fine di tutta la storia umana" (PDV, n. 10) e strumento per il proseguimento della Sua opera salvifica nella Chiesa e attraverso di essa. Oltre a questa fede deve esistere un solido fondamento nella preghiera e il desiderio di sviluppare una vita spirituale.

In secondo luogo, devono esserci solide caratteristiche umane. In Pastores dabo vobis (PDV, n.. 43) il Santo Padre ha osservato che "senza un'opportuna formazione umana l'intera formazione sacerdotale sarebbe priva del suo necessario fondamento ". I giovani oggi possono soffrire di molte privazioni derivanti dalla mancanza di una vita matrimoniale e familiare stabile. Possono aver attraversato periodi di vita molto materialistici con esperienze legate al sesso e alla droga. La questione della capacità o meno di condurre una vita celibataria sulla scorta di tali esperienze diviene una considerazione importante.Anche se un candidato al sacerdozio ha alcune debolezze legate al proprio vissuto, un’attenzione sollecita alla formazione del carattere umano sia prima sia durante il seminario può attenuarle in quanto sono minacce gravi alla sua capacità di essere un buon sacerdote.

Una vocazione è innanzitutto una scelta misteriosa operata da Dio e un’azione di grazia nella vita di un individuo. Un sano discernimento spirituale e l’esercizio del buon senso sono le chiavi del processo di discernimento dei candidati al sacerdozio.