"Scegliere i candidati ai Sacri Ordini fra i celibi" il dono della castità (dir 57-60)

Professor Louis Aldrich

Taipei

 

I. La salda volontà tutelerà il dono del celibato che la Chiesa ha ricevuto.

Il Magistero della Chiesa ha ripetutamente affermato: "la salda volontà di mantenere la legge che esige il celibato liberamente scelto e perpetuo per i candidati all’Ordinazione sacerdotale di rito latino". Infatti, il celibato è in primo luogo un dono che Gesù ha offerto alla Chiesa e quest’ultima è convinta che tale dono è buono non solo per sé, ma anche per il mondo. Inoltre, nonostante gli esempi negativi, la disciplina del celibato è stata continuamente confermata dai frutti immensamente positivi per la vita spirituale, pastorale ed evangelica della Chiesa.

II. Il celibato è un dono di Cristo al sacerdote

Il celibato non è soltanto dono di Cristo alla Chiesa, ma anche un dono di Cristo al sacerdote. Quest’ultimo "si dona in e con Cristo alla sua Chiesa ed esprime il servizio del sacerdote alla Chiesa in e con il Signore" (186)

E’ un atteggiamento immaturo considerare il celibato come il prezzo da pagare per avere diritto all’Ordinazione sacerdotale. Esso è piuttosto "il dono ricevuto dalla misericordia di Cristo come libera scelta di una particolare vocazione di amore per Dio e per gli altri".

III. Sviluppo e conferma del dono

Per rispondere con generosità al dono di Cristo, è fondamentale che i candidati al sacerdozio ricevano una formazione che spieghi loro le giuste motivazioni del celibato. Questo dono esige "la perfetta e perpetua continenza per il Regno dei Cieli cosicché i ministri sacri possano più facilmente aderire a Cristo con cuore indiviso e dedicarsi più liberamente al servizio di Dio e dell’uomo". Attraverso questa adesione a Cristo, il sacerdote imita più facilmente Cristo e si conforma alla volontà del Padre.

IV. Prudenza nel tutelare il dono

Oggi vengono esposti molti argomenti in seno alla Chiesa e al di fuori di essa per criticare la disciplina del celibato in quanto distruttiva per il sacerdozio e il singolo sacerdote. Tali argomentazioni, tuttavia, negano "la testimonianza offerta dalla stragrande maggioranza dei sacerdoti, che vivono il proprio celibato con libertà interiore, grande motivazione evangelica, profondità spirituale e in un ambito di forte e gioiosa fedeltà alle loro vocazione e missione". Custodire e tutelare questo dono nella realtà di oggi richiede prudenza nel seguire le pratiche ascetiche che una lunga esperienza ha confermato, evitando occasioni di peccato e seguendo il buon senso: "mai solo con una donna". Alla fine, i sacerdoti "per tutelare amorevolmente il dono ricevuto in un mondo dominato da un’irritante permissività sessuale, troveranno nella propria comunione con Cristo e con la Chiesa, nella loro devozione alla Beata Vergine Maria e nel considerare l’esempio dei sacerdoti santi di tutti i tempi, la forza necessari a superare le difficoltà che possono incontrare e agire secondo quella maturità che dona loro credibilità di fronte al mondo.