Vocazione sacerdotale con
prospettiva eucaristica
(28 aprile 2004)
Prof. Jean Galot, Roma
Istituendo i dodici, Cristo ha manifestato la
sua volontà di dare alla sua Chiesa una struttura sacerdotale. Salendo sulla
montagna per questa istituzione, ha voluto mostrare l’importanza essenziale dei
dodici per la vita e lo sviluppo della Chiesa. Con le parole "Fece i
dodici", i vangeli ci fanno capire che l’onnipotenza creatrice di Cristo è
impegnata in questa istituzione. Creando i dodici e dando loro un nuovo nome,
segno di una nuova personalità, Cristo ha creato il nuovo popolo di Dio, la
Chiesa.
La vocazione viene da una scelta personale di
Cristo: "Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi" (Gv 15,16). E
una chiamata fatta dall’autorità sovrana del Salvatore, chiamata di un amore
totalmente gratuito, e definitivo che richiede un dono totale della persona,
dono talmente ampio e profondo che costituisce una nuova persona: tutto
l’essere umano diventa proprietà del Signore. Il segno di questa appartenenza
viene riconosciuto come "carattere" indelebile.
Secondo l’intenzione di Cristo, i sacerdoti
sono necessari allo sviluppo della Chiesa. Più specialmente sono necessari per
la moltiplicazione dell’offerta sacramentale di Cristo nel mondo: Le comunità
cristiane hanno bisogno dell’Eucaristia per essere animate della vita di Cristo
e per far produrre a questa vita tutti i suoi frutti. Il dramma attuale di
numerose comunità e parrocchie che mancano di sacerdoti e non possono più
radunarsi nella partecipazione alla Santa Messa pone in luce la necessità delle
vocazioni sacerdotali. Deve essere uno stimolo alla preghiera per ottenere
dalla generosità divina un più grande numero di sacerdoti.